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i libri che dovreste....
....assolutamente leggere
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Per facilitare la consultazione, la
materia è suddivisa per i seguenti macrotemi/argomenti:
MASS
MEDIA E POLITICA OCCULTA
GEOPOLITICA
La guerra infinita. L' attacco all' Iraq.
Opere
complementari per la comprensione del momento attuale
Altre opere su argomenti di geopolitica
STORIA
Sul caso
Matteotti
Opere
sulla storia durante il ventennio fascista
Sulla
storia dell'Islamismo
ECONOMIA E GLOBALIZZAZIONE
MASS MEDIA E POLITICA
OCCULTA
Arianna Montanari "Stereotipi nazionali- Modelli di comportamento e relazioni in Europa" Liguori Editore, 2002.
La Montanari insegna Sociologia Politica alla Facoltà di Scienze Politiche della Sapienza. Con questo volume, di piacevolissima lettura. l'autrice intende tracciare la differenza fra quattro stereotipi nazionali. L'italiano (ovviamente) il francese, l'inglese ed il tedesco. Ecco perché in precedenza ho insistito sull' importanza delle conoscenze comportamentali, storiche, psicologiche, mentali, di un gruppo o di un popolo entro il quale si intende operare.
Uno stereotipo nazionale non si inventa. Matura lentamente nei secoli, fino ad integrarsi nel comportamento di una nazione intera. E' una continua correlazione fra la percezione da parte degli individui o dei gruppi di ciò che si sta facendo e quanto ci si aspetta che debba avvenire sul presupposto di quel particolare stereotipo. Nella storia dei popoli avviene anche che qualcuno o un gruppo al potere tenti di inserire elementi nuovi per modificare quello stereotipo oppure, e questo accade più spesso, ci sono coloro che partendo dall' analisi accurata dello stereotipo nazionale preparano ed attuano un programma di scalata al potere, che proprio perché vellica gli aspetti più nascosti, spesso inconsci di un popolo, si risolve sempre in un abbassamento del livello di autopercezione. E' in circolazione peraltro un volume molto interessante che illustra le capacità
"comunicazionali", (cioè la capacità di percezione dello stereotipo) innata in Berlusconi. Ciò che rende veramente interessante lo studio della Montanari è la sua capacità di esemplificare i concetti che esprime attraverso prove molto concrete ed esperienze verificabili da tutti. La storia del XX secolo e le espressioni artistiche. Nel volume si differenziano i comportamenti dei popoli presi in esame di fronte a momenti cruciali della loro storia più recente, come la prima e la seconda guerra mondiale. C' è una continuità fra la grande letteratura di ogni singolo popolo ed il suo cinema. Gustosa a tal fine è l'analisi dell' impianto dei " Promessi Sposi" come tipica storia di Mafia. Interessante la parte dedicata allo stereotipo italiano di inaffidabilità. A tal fine vengono riportate due considerazioni di Mussolini, scritte nel Diario di Ciano (21 giugno 1940, 11 luglio 1941):
"Hai mai visto l'agnello diventare lupo? La razza italiana è una razza di pecore. Non bastano 18 anni per trasformarla. Ce ne vogliono centottanta, o forse centottanta secoli" "Un popolo che è stato per sedici secoli incudine non può in pochi anni diventare martello". Questa inaffidabilità che, per i tedeschi già sospettosi di natura ha sempre costituito un marchio di perenne tendenza tradimento, è stata confermata dal comportamento di Berlusconi che ha "tradito" le attese europee di Francia Germania e Belgio, per mettersi a disposizione degli Atlantici senza apparenti contropartite.
Per quanto riguarda il mondo anglosassone, c' è una diretta dipendenza fra la mitologia dei Cavalieri erranti, parte integrante della percezione di sé di quel popolo; tradizione, ad esempio, non presente nell' Italia medievale , anche se quando fu importata da noi tramite i romanzi ottocenteschi raggiunse in breve tempo un forte e permanente, consenso perdurante a tutt'oggi, ed il film western, che conosciamo come erede di una romanticistica inventata da scrittori e giornalisti angloamericani di fine ottocento, ma che oggi percepiamo come favola a scopo educativo e moraleggiante e quindi accettata come diversivo allo stress quotidiano. Al contrario, l'Italia medievale con la presenza torbida di faide familiari e castali, di sicari veneziani e di vendette trasversali, aveva ispirato le storie truci di Walpole, Byron, Stendhal, Hugo. In particolare, il cosiddetto "carisma inglese", l' esclusiva percezione di sé che accentua la loro insularità, affonda le sue radici (l'autrice cita Poliakov) nella rivoluzione protestante e nell' identificazione che gli inglesi hanno fatto, a partire da quel momento, con il popolo di Mosè. Essi, come gli ebrei, si sono sentiti investiti da Dio di una missione particolare ed universale. Cromwell citava Isaia davanti al Parlamento: "il popolo che mi sono formato canterà le mie lodi e proclamava che gli Inglesi erano il popolo di dio mettendo esplicitamente in parallelo la loro elezione e l'elezione dell' antico Israele: "Il solo castigo che io conosca al mondo è l' uscita dall' Egitto degli israeliti".
D' altro canto, come prosegue l' autrice, nessun paese cristiano coltivò leggende analoghe o cercò un riscontro oggettivo ad una filiazione ideale, né tanto meno conobbe movimenti analoghi a quello dei British Israelites.
Quest' ultima considerazione, che documenta la serietà della ricercatrice, m' invita ad una ulteriore riflessione.
Non si può capire la protervia e l'ostinazione con cui l'attuale gruppo dirigente statunitense sta rischiando in questi giorni una conflagrazione dalle conseguenze devastanti per il mondo intero se non ci si rende conto che quel governo è costituito da ebrei sionisti di destra e da protestanti di religione fondamentalista, cioè
cabalistico-apocalittica, sostenuto dai circa 50 milioni di affiliati a dottrine carismatiche intossicati dalle arti magiche dei famosi telepredicatori, come dettagliatamente e garbatamente raccontato in una biografia di Bush il piccolo redatta da Gianni Riotta su CorSera del 16 marzo scorso. Questo concetto è ulteriormente espresso da John Pilger sull' ottimo volume di recente edizione: "The Bush Show" contenente una serie di interviste di Giulia Fossà. Pilger dichiara: Bush e la sua cabala del petrolio vogliono appropriarsi dei campi petroliferi iracheni....." Ed a proposito di cinismo fanatico occorre aggiungere la risposta di Madeleine Albright, anch' essa ebrea, quando le fu chiesto dei cinquecentomila bambini che secondo le stime Onu erano morti come diretta conseguenza delle sanzioni all' Iraq, si tratta di una frase famosa: ne vale la pena.
Un altro volume da prendere seriamente in considerazione è il prezioso
Mi consenta. Metafore, messaggi e simboli. Come Silvio Berlusconi ha conquistato il consenso degli italiani" di Alessandro Amadori, Scheiwiller ed. aprile 2002.
Silvio Berlusconi non ha brillato molto nella recente crisi internazionale provocata dall' attacco statunitense all' Iraq. Questa semplice constatazione non stupisce chi conosce il personaggio e la sua cultura e sa capire quali meccanismi psicologici ha messo in atto per conquistare il voto degli italiani. Berlusconi proviene dall' ambiente della comunicazione e del marketing. Non è un vero uomo d' affari pur essendo stato un imprenditore di successo, peraltro molto facilitato.. La sua vera arte è quella del marketing, cioè nel saper intercettare le più o meno segrete aspirazioni di una popolazione vista come clientela. Mentre gli ispiratori di Bush sono i costruttori di armi, i petrolieri, i fondamentalisti religiosi, quelli di Berlusconi sono gli esperti della pubblicità dei cioccolatini, dei detersivi, dei gelati, delle automobili. Roba buona per donne, anziani e bambini. E poiché la popolazione italiana ha una prevalenza di donne ed anziani, ecco che Berlusconi vince le elezioni. E' evidente che in queste vittorie c' entrano anche, ed alla grande, le incongruenze di una sinistra che non ha uomini, non ha idee e sta perdendo l' elettorato perché la trasformazione antropologica in atto, (lo ha affermato recentemente anche Gianfranco Fini) consiste nello spostamento, e nell'identificazione conseguente, del lavoratore in consumatore. Ma anche in questo caso l'idea di tutelare il cittadino in quanto consumatore non sfiora la mente dei berlusconidi. A loro basta considerarli acquirenti. Di merci e di informazioni pubblicitarie, nonché di messaggi elettorali indiretti. Pertanto, come si vede dal libro consigliato, Berlusconi non è un grande comunicatore, ma uno che conosce le persone a cui comunica, che sono persone molto facilmente condizionabili. In un recente articolo su L' Espresso (24 ottobre 2002), Umberto Eco si chiede: "Ma è davvero un grande comunicatore?" La risposta è ovviamente "No!". [Ma io temo trattarsi per lo più di bassa invidia].
Poiché i lettori di questo periodico sono interessati alla politica, e la politica è comunicazione, ritengo utile segnalare il volume al fine di razionalizzare le analisi ed i comportamenti, perché l'autore, studioso di psicologia comunicazionale ed esperto di campagne pubblicitarie, ovviamente non reclutato fra gli esperti di Berlusconi, svela attraverso lo studio della comunicazione berlusconiana le tecniche cui si ricorre abitualmente nella politica spettacolo dell' Italia e del mondo d'oggi. Interessante lo studio sul famoso testo "Una storia italiana" diffuso a centinaia di migliaia di copie, che io non ho letto e così immagino della maggior parte dei cittadini, ma che ha fatto l'effetto di una totale innovazione, quella della estrema trasparenza, di un leader che si presenta nudo e crudo (anche se vantando pregi ancora da dimostrare). Titoli di altri capitoli: L'uomo multidimensionale, L' amico ideale, La fabbrica dei desideri, La democrazia dei sondaggi (estratta pari pari dal marketing di prodotti di largo consumo), Il codice del bambino, Il culto della personalità. dai titoli stessi si capisce la profondità dell' analisi del personaggio e dell'immagine dai suoi tecnici trasmessa agli italiani. All'estero, soprattutto in Europa, dove sono in funzione ben altre tecniche di decrittazione dei messaggi, l'immagine del personaggi è stata subito dimensionata al suo reale livello. Che non è molto alto. Insomma, un libro da leggere tutto d' un fiato.
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Dolcetta - Politica Occulta - Castelvecchi, 1999
A.C.Sutton - America's secret establishment - Liberty House Press
J. Webb - Il sistema occulto - Sugarco 1976
Senza voler enfatizzare la dietrologia, come fanno molte persone maniache dell' occulto ad oltranza, sta di fatto che oggi, negli avvenimenti più significativi , le persone che si trovano nel posto giusto al momento giusto sono individui che non vengono scelti per le loro capacità o per la loro probità, ma in funzione di una distribuzione del potere e delle rappresentanze delle Organizzazioni, per lo più segrete ( nel senso che non vengono divulgati i motivi della scelta, le quote, ed i ritmi con si alternano i ruoli chiave) che si giocano la partita in quel momento. In tal senso il libro di Marco Dolcetta si dovrebbe trovare nelle biblioteche, anzi dovrebbe fungere da breviario di tutti coloro che vogliono agire politicamente senza vendersi ai Poteri occulti. In questo libro abbondano i nomi degli uomini politici più influenti, in Italia e nel mondo, ed i gruppi ai quali appartengono. Si può capire pertanto perché un tale è stato eletto presidente della Repubblica, in altro del Consiglio dei ministri, un altro ancora del Senato o della Camera dei deputati.
Quelli non citati vengono lasciati all' immaginazione popolare. Basta imparare la lezione, ed il libro di Dolcetta è un buon inizio. In Italia, come nel mondo cosiddetto civilizzato, nulla è casuale, e men che meno nell' Italia del Centro -Sud, capitale compresa. ( Il problema è solo il dosaggio dei rapporti di forza: numero dei killer a disposizione compresi). Nemmeno la nomina di un bidello di scuola elementare.
Fracassi - Le notizie hanno le gambe corte - Rizzoli - 1996
Fracassi - Sotto la notizia niente - Ediz. Avvenimenti - 1994
Due libri esaurienti sulla falsificazione sistematica esercitata dai Media cosiddetti " liberi". Quelli che dovrebbero garantire la libertà di informazione e quindi la libertà di giudizio dei cittadini. Una lettura interessantissima.

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GEOPOLITICA
La guerra infinita. L' attacco all' Iraq.
Con la caduta del muro di Berlino e con la dissoluzione dell' URSS, si è
aperto un nuovo scenario nella politica mondiale, dominato dall' incertezza
circa le intenzioni dello Stato egemone, gli Usa.
Questa situazione si è subito tradotta in un aumentato interesse verso gli
studi di geopolitica, con la nascita di nuove riviste, prima fra tutte "Limes", e
di editori specializzati, come "Asterios" di Trieste, che hanno avuto subito un
notevole successo di pubblico. Sulla scia di questo rinnovato interesse per la
geopolitica hanno riscontrato notevole interesse anche pubblicazioni storiche
di alto contenuto, come la rivista " Nuova Storia Contemporanea" che ha
sostituito nelle edicole le vecchie testate Historia e Storia Illustrata, di
impostazione più rotocalcica. Anche il lettore italiano medio ha iniziato ad
interessarsi di argomenti fino allora riservati ad un ristretto nucleo di persone.
Volente o nolente, anche il nostro paese è uscito dal letargo cinquantennale
dovuto alla tenaglia della cosiddetta "guerra fredda", per affacciarsi al mondo
circostante in un iniziale anelito di indipendenza, subito frustrato appena lo
Stato egemone ha mostrato le sue reali intenzioni. All'approssimarsi delle
prime avvisaglie di conflitto, mi riferisco a quello dei Balcani, hanno
incominciato a riempire gli scaffali delle librerie italiane testi di storia e di
interpretazioni geopolitiche. Il dibattito si è sempre di più esteso, ampliandosi
con l'attacco all'Afghanistan, per diventare molto serrato con le scaramucce
diplomatiche precedenti all'assalto all'Iraq, e diventando, giustamente, l' unico
riferimento di politica estera ed interna in Italia.
Siamo così giunti, finalmente, ad una vera e propria gara fra Editori a chi
pubblicava i testi più importanti sull' argomento, estendendo l' attenzione
anche ai molti risvolti di carattere economico, religioso, sociale, politico, che
rappresentano abitualmente gli aspetti che entrano in gioco nei conflitti. I libri
pubblicati sono davvero molti, e tutti importanti anche ai fini educativi, tenendo
presente soprattutto che quanto scritto in questi libri, anche da esperti italiani
di alto valore, contrasta in maniera eclatante con le molte fesserie che
vengono dette abitualmente nei cosiddetti dibattiti televisivi.
Si è venuta a creare, pertanto, una spaccatura fra l'opinione pubblica colta,
che legge i testi, e la massa inebetita che assiste passivamente a dibattiti
preordinati e sostenuti da burattini che devono sostenere la parte. In questi
casi, come sempre è successo, alla lunga la vice la società acculturata.
Al fine di tracciare e facilitare un percorso di lettura, elenchiamo i libri più
importanti pubblicati in questo periodo. Sono tutti, potremmo dire, essenziali
per la conoscenza del quadro internazionale anche dopo la sciagurata
conclusione dell' invasione irachena che, come ha ben specificato Bush, deve
intendersi soltanto come l'inizio di una "guerra infinita".
Howard Zinn: Non in nostro nome. Gli Stati Uniti e la guerra. Il
Saggiatore, gennaio 2003.
Giulietto Chiesa: La guerra infinita. Feltrinelli giugno 2002
Autori vari: Il teatro del bene e del male. Riflessioni critiche dopo l'
11 settembre. EGA Edizioni, 2002.
Nafeez Mosaddeq Ahmed: Dominio: La guerra americana all' Iraq
ed il genocidio umanitario. Fazi Editore Marzo 2003
Nafeez Mosaddeq Ahmed: Guerra alla libertà. Fazi editore 2003
Ignacio Ramonet: Il mondo che non vogliamo. Guerre e mercati
nell' era globale. Mondadori, gennaio 2003
Mark Hertsgaard: L' ombra dell' aquila. perché gli USA sono così
amati e così odiati. Garzanti, febbraio 2003
Marco Ciampo: Pianeta guerra. Il conflitto come norma nel mondo
globalizzato. Intra Moenia, novembre 2002.
John Pilger: I nuovi padroni del mondo. Ordinano gli omicidi di
massa e giustificano i loro crimini presentando le vittime come
terroristi. Fandango libri, Maggio 2002
Noam Chomsky: La quinta libertà. Eleuthera, settembre 2002
Noam Chomsky: Egemonia americana e Stati fuorilegge. Eleuthera
Franco Cardini (a cura): La paura e l' arroganza. Laterza Luglio
2002
Thierry Meyssan: Il Pentagate. Documenti sull' 11 settembre.
Fandango libri, gennaio 2003.
Bob Woodward: La guerra di Bush, Sperling & Kupfer, 2003.
Milan Rai: Dieci ragioni contro la guerra. Einaudi, 2003.
Giulia Fossà (a cura di): The Bush show. Verità e bugie della
guerra infinita. Nuovi Mondi Media ed. 2003 (importante! In particolare l'
intervento di Noam Chomsky, che cita H.L. Mencken: "L' autentico obiettivo
della politica reale è tenere il pubblico in allarme minacciandolo con una serie
infinita di spauracchi tutti immaginari").
Luciano Canfora: La critica della retorica democratica. da Socrate
a Bush, una riflessione disincantata sui limiti della democrazia
realizzata ed un invito alla ragione critica nell' epoca del pensiero
unico. Laterza, Febbraio 2002.
Noam Chomsky: Illusioni necessarie. Mass Media e democrazia.
Eleuthera,1989.
Pierre Luizard: La questione irachena. Le chiavi di lettura storica
per comprendere l'origine della "questione irachena", gli intrighi e le
strategie americane di lungo corso in un' area tormentata dai conflitti.-
Feltrinelli, febbraio 2002.
Eric Laurent: La guerra dei Bush. Segreti inconfessabili di un
conflitto. Fandango libri. Marzo 2003.
Norman Solomon e Erich Reese: Bersaglio Iraq. Le verità che i media
nascondono. Rizzoli, febbraio 2003.
W.R.Pitt e Scott Ritter: Guerra all' Iraq. Tutto quello che Bush non
viole far sapere al mondo. Fazi editore, 2002.
Gore Vidal: Le menzogne dell' Impero ed altre tristi verità. perché
la Junta petrolifera Cheney-Bush vuole la guerra con l' Iraq ed altri
saggi. Fazi ed. 2002.
William Blum: Con la scusa della libertà. Si può parlare di impero
americano? Un' ampia ed esaustiva rassegna dei crimini perpetrati
dagli Stati Uniti contro il resto del mondo. Marco Tropea editore 2000.
Paolo Raffone: La fredda guerra. Iraqi freedom: geopolitica del
nuovo disordine mondiale- Il Riformista adnkronos libri. 2002
Michele Paolini: La guerra del petrolio. La posta in gioco in Iraq.
Berti-Terre di mezzo, 2003
Renzo Stefanelli: Guerre del petrolio. Datanews 2003
Noam Chomsky: Due ore di lucidità. Baldini e Castoldi.
Mauro Bottarelli: La sporca guerra del petroliere Bush.
Malatempora 2003
Simone Falanca: Banche Armate alla guerra. L' intrigo
politico-finanziario dietro la Guerra infinita. Prefazione di William
Blum. Fratelli Frilli Editori 2003.
(Libro particolarmente consigliato. Si può
ordinare direttamente a: info@frillieditori.com
Rapetto - Di Nunzio: Attacco all' Iraq. 100 ragioni segrete,
incredibili, ovvie. BUR 2003. Euro 6.90
(Altro libro particolarmente
consigliato per la sua facile reperibilità, il prezzo accessibile, l'importanza dei
due autori italiani, che hanno dato alle stampe recentemente altri due testi
fondamentali per conoscere la contemporaneità, quali: Le nuove guerre e L'Atlante delle spie)
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GEOPOLITICA
Opere complementari per la comprensione del momento attuale
Si elencano di seguito alcuni titoli di libri utili
per un quadro generale .
Lorenzo Necci: L' Italia svenduta.
Angelo Bolaffi: Il crepuscolo della sovranità.
Robert Dahl: Quanto è democratica la costituzione americana? - Laterza
Vandana Shiva: Le guerre dell' acqua. - Feltrinelli
Jacques Sironneau: L' acqua. Nuovo obiettivo strategico mondiale- Asterios Ed. 1997. Euro 7. (Testo essenziale, manuale di riferimento. Può essere richiesto ad: asterios.editore@xnet.it)
Gambino: perché oggi non possiamo non dirci antiamericani- Editori Riuniti.
Sergio Romano: Il rischio americano - Longanesi 2002.
[Considerando la posizione di equilibrio che Romano tenta
di mantenere nei suoi interventi su "Panorama", il titolo stesso di questo libro ci
comunica un messaggio di pericolo legato alla politica di aggressività degli Usa di oggi].
Consigliabile anche, se si riesce a reperire, il libro:
"L' impossibile simmetria. Palestina ed Israele nell'epoca della guerra infinita" a cura di Sergio
Cararo. Quaderni di Contropiano. Marzo 2003. (Stampato presso Media print.
Via Empolitana, Km 6,400- Castel Madama Tel. 0774.449961/2).
Due libri del tutto particolari, di cui caldeggiamo la lettura sono:
1) Claudia Benatti: Virus letali e
Terrorismo mediatico. Perché dobbiamo vivere nella paura? Come funziona il sistema
che ci inganna. - Macro Edizioni 2002. Euro 9.50.
Questo libro, pubblicato soltanto due anni fa, ci fa capire perfettamente cosa
sta succedendo in Cina e nel mondo, e perché sta succedendo. L' agghiacciante
verità sull' uso, che è già entrato in funzione, delle armi biologiche.
Può essere ordinato a:
ordini@macroedizioni.it.
L' indirizzo Mail dell' autrice è:
claudiabenatti@libero.it
2) Massimo Fini: Il vizio oscuro dell' Occidente. Manifesto dell' Antimodernità.
Marsilio 2003- Euro 6.00
Una denuncia inequivocabile della situazione in cui ci troviamo, come Occidente, e l' invito
ad uscirne in una visione rinnovata del ruolo che l' Europa deve ritornare a svolgere.
Chrisopher Hitchens: "Processo ad Henry Kissinger". Fazi Editore, Aprile 2003.
In questo libro, come scrive l'autorevole Sunday Times, le innumerevoli vittime hanno trovato in Hitchens un appassionato sostenitore della loro causa.
E' interessante rendersi conto che nessuno è esente da rischi, anche i grandi potentati della lobby ebraica americana.
In questo caso, anzi, occorre cominciare ad analizzare i contrasti interni alla medesima lobby, contrasti che risalgono alla fine dell' ottocento, quando il mondo ebraico statunitense, costituito da ebrei di origine tedesca e di formazione laica, dovette affrontare l' immigrazione ebraica russa, che fuggiva dalle persecuzioni zariste, intrisa da una religiosità fortemente integralista. Quest' ultima comunità era anche sostenitrice del movimento sionista. Si sviluppò in questo modo un contrasto, che si prolunga tuttora, di carattere politico interno ed esterno, religioso, escatologico, culturale, che influenza grandemente la politica estera statunitense, e di cui sentiamo (vediamo e subiamo) gli echi giornalmente, nelle linee politiche sviluppate dai politici ebrei di origine russa o polacca, come Brzezinsky, Wolfowitz ed altri.
Con Wolfowitz alla vice presidenza degli USA, il potere politico-militare è concentrato nelle mani del gruppo che nel Duemila ha redatto il famigerato " Progetto per un nuovo secolo americano". Una sorta di "Mein Kampf" dei gruppi di potere più reazionari e più pericolosi dell' establishment statunitense. Il commento più illuminante sulla pericolosità di tale progetto resta quello di Chalmers Johnson girato su Internet e reperibile su:
www.zmega/iraqwar, o su www.contropiano.org (in italiano). Un rapporto Wolfowitz del 1992, quindi già dieci anni antecedente il " Progetto 2000", sosteneva esplicitamente che per gli USA occorreva mantenere una macchina militare così potente da evitare rivalità locali o globali.
Tornando a Kissinger, le responsabilità del quale nella morte i milioni di persone si estendono dal Libano alla Palestina, al Centro Sud America ed al Sud Est Asiatico, una sua recente presa di posizione non lascia presagire nulla di buono anche per noi europei.
Infatti, facendo riferimento alla "Grande Crisi del 1973" che lo aveva visto attore principale, l'esponente dell' establishment statunitense ha liquidato la questione in un ampio commento pubblicato anche in Italia. Nessuna conferenza internazionale di pace perché " isolerebbe l' America", nessun ritiro israeliano dai territori occupati nel 67 "perché nessun premier israeliano ha mai considerato proponibile una linea del genere", nessuna promozione del piano saudita "perché incoraggerebbe i fanatici della Jihad in giro per il mondo". Le soluzioni avanzate da Kissinger sono di tutt' altra pasta: una divisione di ruoli fra USA ed alleati europei ("qualora questi comprendessero bene i loro interessi") con i primi nel ruolo di principale mediatore ed i secondi "contribuendo ad interrompere il flusso di iniziative di pace intese a migliorare la loro posizione nel mondo arabo ma destinate di fatto a radicalizzare le aspettative e le posizioni degli arabi" [Los Angeles Times / La Stampa 9 maggio 2002].
L' Unione Europea è avvisata......
Adel Smith: "Iddio maledica l'America", Con interventi di Gino Strada,
Noam Chomsky, George Galloway, Israel Shamir, padre L. Kobit; Edizioni Alethes,
Aprile 2003.
Adel Smith è quel personaggio che durante una trasmissione televisiva in Italia aveva
provocato l' ira di alcuni suoi interlocutori, con scazzottature andate in onda in
diretta. C' era stato anche il caso, a mio avviso molto sospetto, di alcuni giovani
che erano entrati in sala di registrazione di un' altra trasmissione ed avevano a loro
volta malmenato il malcapitato. Queste manifestazioni di intolleranza religiosa giungono
sempre al momento giusto.
Fiamma Nirenstein: "Islam. la guerra e la speranza" - E' possibile esportare la
democrazia nel mondo arabo e sconfiggere il fondamentalismo ?
Intervista a Bernard Lewis. Rizzoli, marzo 2003.
L' autrice è molto conosciuta per la militanza politico religiosa e perché
giornalista e scrittrice presente in molte testate anche televisive.
Un breve commento al titolo. Il termine democrazia ha moltissime accezioni.
Se esiste un sistema che di democratico ha ben poco è l' attuale sistema che governa
gli USA ed indirettamente tutto il mondo. In questo sistema, come è stato dimostrato dalle elezioni che hanno portato alla presidenza Bush il giovane, il consenso popolare è del tutto inesistente e la classe dirigente plutocratica ed usurocratica mostra apertamente di non prenderlo in alcuna considerazione.
Quindi si tratta di una parola che viene utilizzata ad hoc ogni volta che si intende
promuovere un attacco dialettico contro avversari che partono già perdenti nella guerra
delle parole.
Esportare democrazia, inoltre, non ha alcun significato. Per quale ragione si dovrebbe
"esportare democrazia" qualora questa fosse esportabile e gli esportatori ne fossero
autenticamente paladini, in paesi nei quali il sistema di governo è strutturato,
per ragioni sociali e storiche in maniera sostanzialmente diversa da quello ipotizzato in Europa dopo il 1789?
Occorre inoltre ribadire che per noi europei, il richiamo che la parola democrazia suscita
nella nostra mente è strettamente collegato ad Atene, non a Gerusalemme,
simbolo universale di un altro tipo di rapporti socio culturali. L' elemento di fondo dei
due universi culturali, quello ellenico e quello del vicino oriente, è assolutamente
diverso e divergente. Per noi, "europei" democrazia è sinonimo di relazionalità
logico-razionale, mentre per il mondo del vicino oriente il referente è il tipo del
"saggio". Per il mondo ebraico il saggio diventa "profeta", quindi il mondo ebraico,
ancor più di quello arabo, ignora profondamente il concetto ellenico di democrazia per
privilegiare l' aspetto religioso espresso in diverse gradazioni fino a giungere a quella
forma di estremismo apocalittico che determina gli stimoli interiori per lo più subconsci
di coloro che oggi pretendono di dominare il mondo in nome certamente non della democrazia
ma di una religione di loro esclusiva proprietà. Come si può facilmente vedere dai
comportamenti di chi governa gli USA ed Israele. Un' ultima annotazione: questo Bernard
Lewis viene presentato da tempo come il più profondo conoscitore dell' islamismo.
E' bene tenere presente che si tratta, come sempre, della solita operazione di politica
culturale per cui prima si pompa un personaggio presentandolo come grande esperto,
in modo che quello che costui dichiara sia inconfutabile, e poi lo si intervista
presentandolo come "risolutore" di problemi di altri popoli.
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GEOPOLITICA
Altre
opere su argomenti di geopolitica
Baruzzi - L' autonomia dell' Europa - Marsilio 2000
Luttwack - La strategia difensiva dell' Impero Romano- BUR
Samir Amin - Fermare la NATO - ed. Punto Rosso 1999
Dinucci - Hyperwar - Ed. Cultura della Pace 1991
Quaderni di Divulgazione : L' imperialismo degli Stati Uniti - Anno XX°, 1942.
In questo gruppo di volumi, apparentemente slegati fra loro, c' è un' unità di veduta che fa capire finalità e scopi della strategia globalista dell' Impero angloamericano. Mettendo assieme le varie informazioni contenute in questi libri, si ha l' immagine del terribile dominio che la superpotenza esercita sul mondo. Solo un' Europa unita, con una politica unitaria di indipendenza, alleata alla Cina, all' India, all' Africa ed all' America del Sud potrà contrastare efficacemente tale dominio.
Tompkins - Dalle carte segrete del Duce - Marco Tropea ed.
Spinosa - Mussolini razzista riluttante - Oscar Mondadori
Vinciguerra - Camerati addio ! - Ediz. Avanguardia 2000
Destra / Sinistra- Convegno del 21 / 4 / 1995 - Pellicani ed. 1997
A Paloscia - Il complotto. ( Uccidete Gheddafi ) - Newton Compton
1990
Fasanella Sestieri - Segreto di Stato - La verità da Gladio al caso
Moro- Einaudi 2000
M. Giordano - Chi comanda davvero in Italia - Mondadori 1999
Florita - Le due Italie - Dall' Oglio 1968
G. Saladino - De Mauro - Feltrinelli
In questi volumi molto eterogenei è possibile leggere i retroscena di tanti avvenimenti che spesso hanno "inspiegabilmente" insanguinato il nostro paese.
Di fronte a questi fatti ed alla loro strumentalizzazione da parte dei Partiti politici nonché dei Servizi segreti " che contano a comando ", molte persone sono rimaste assolutamente disorientate. La lettura di questi libri risulterebbe molto utile a tanti nostri amici.... " nati ieri".
Susan George - Il rapporto di Lugano -Asterios 2000
P.Virilio - La strategia dell' inganno - Asterios 2000
W.Andreff - Le Multinazionali globali - Asterios 2000
J.Sironneau - L' acqua- Asterios 2000
Ramonet - Geopolitica del caos - Asterios 2000
P. Lorot - Storia della geopolitica - Asterios 1997
Loughlin - Dizionario di geopolitica - Asterios 2000
A. Zischka - Le Alleanze dell' Inghilterra - Ed. Mediterranea 1941
La casa editrice Asterios di Trieste è specializzata in geopolitica.
Tutti i libri che pubblica sono punti di riferimento per chi vuole
interessarsi di politica nel senso pieno, e quindi necessariamente,
di geopolitica. Asterios pubblica anche una rivista affidabile, dal
titolo: "Concetti Chiave " . Indirizzo dell' editrice è il seguente:
Asterios Editore srl - Via Pigafetta, 1 - 34148 Trieste
[ e.mail: asterios.editore@asterios.it ]
Richard Coudenhove Kalergi - Una vita per l' Europa - Ferro Edizioni 1965.
Un' attenzione particolare richiede questo libro che contiene la biografia di un personaggio tanto importante quanto sconosciuto. Si tratta di Coudenhove Kalergi, elemento di spicco della aristocrazia mitteleuropea, che fu il primo a pensare l' Europa in termini unitari, fondando nel 1919 Paneuropa, movimento per il quale si è battuto fino alla propria morte. Se oggi noi possiamo pensare alla realizzabilità di una Unione Europea, ciò si deve all' azione indefessa svolta da Kalergy presso le classi dirigenti politiche di tutti i paesi europei prima e dopo il secondo conflitto.
Oggi Paneuropa esiste ancora ed ha come presidente Otto di Absburgo, la sua azione è svolta in sordina, ma varrebbe la pena di potenziarla per sviluppare una forte azione culturale per suscitare una coscienza europea nei prossimi " Cittadini d' Europa " prima che gli USA non elaborino una strategia culturale in senso contrario.
A. Ziskha - La guerra segreta per il petrolio -- Bompiani - 1935.
D. Yerghin - Il Premio : L' epica corsa al petrolio - Sperling & Kupfer 1991
Questi due libri sono sicuramente i lavori più facilmente reperibili e più completi sulle guerra segreta del petrolio.
In particolare il libro del grande geopolitico A. Ziskha, autore fra le due guerre pubblicato anche negli anni cinquanta in molte lingue contemporaneamente, permette di capire subito quale realtà si cela dietro le chiacchiere massmediali e le manifestazioni di piazza, come quelle che ci tocca sentire e vedere in questi giorni.
Alla luce dei due libri, di cui si consiglia vivamente la lettura, si capisce perfettamente che la guerra statunitense in Afghanistan, quella in Balcania, quella in Iraq e quella in Somalia sono soltanto interventi di controllo dei flussi petroliferi al fine di interferire se non di bloccare l' autonomia energetica della nascente Unione Europea.
Claire Hoy-V. Ostrovsky- Attraverso l' inganno - ( Storia ed organizzazione
del Mossad ) - Interni 1991
S.Quinzio - Radici ebraiche del moderno - Adelphi
E. Ratier - I guerrieri di Israele - Centro Librario Sodalitium
J. Sak - Occhio per occhio - Baldini & Castoldi
M. Molinari - La Sinistra e gli ebrei in Italia - 1967 - 1993 Corbaccio
1995
Roger Garaudy - I miti fondatori della politica israeliana - Graphos
1996
Questi libri, variamente raccolti, documentano la forza di condizionamento della Lobby ebraica. Ignorare questa realtà è come essere sempre bambini. Il condizionamento culturale, ovviamente, è supportato dal controllo dei Media attraverso uomini di fiducia posti nei punti strategici della comunicazione di massa, dall' economia finanziaria e, se le cose non filano bene, dall' azione del Mossad. Particolarmente interessante è il volume di Molinari sui rapporti tra la sinistra italiana e la comunità ebraica. E' facilissimo capire quali sono state le ragioni vere di quell' azione repressiva che va sotto il nome di Tangentopoli.
Caretto - Marolo: Made in USA. Le origini americane della repubblica
italiana - Rizzoli 1996
Per ultimo, abbiamo lasciato un libro di estrema importanza. tanto più importante in quanto non si tratta di un' opera a tesi, che deve dimostrare qualcosa, ma una scrupolosa documentazione di quanto sta emergendo dai documenti che l' amministrazione USA sta rendendo pubblici, passato mezzo secolo dai fatti.
Gli autori sono due giornalisti corrispondenti dagli Stati Uniti per il Corriere della Sera e per Repubblica.
Non è possibile affrontare il problema politico italiano ignorando questo libro.
In esso vengono trattati, in ordine i seguenti argomenti:
1) Rapporti ufficiali dei funzionari USA con la mafia non solo per il controllo dell' isola ma anche per operazioni di contenimento del comunismo.
2) L' azione di Adriano Olivetti quale elemento di collegamento fra industriali italiani, antifascisti ed alleati.
3) Mene e traffici del cosiddetto "conte Sforza" (Il personaggio veniva chiamato con ironia conte, ma non lo era, perché si comportava altezzosamente ed esibiva grottescamente un monocolo)
4) Inconsistenza della cosiddetta resistenza. Ma nella ripartizione dei fondi, gli USA privilegiano le forze "partigiane" non comuniste pur essendo queste in minoranza rispetto ai comunisti in armi. Anche in questo caso, ovviamente, c' è chi ha preso i soldi senza punto esporsi.
5) Ruolo del vaticano e soprattutto dell' astro nascente G.B.Montini, futuro Paolo VI. Montini è l' interlocutore preferito dell' ambasciatore Taylor e dell' incaricato d' affari Harold Tittman. Montini, dice un loro telegramma del 1942, ha messo a disposizione degli USA alcune relazioni dei nunzi apostolici a Berlino ed a Tokyo e li tiene aggiornati sugli eventi a Roma. Tramite i vescovi, monsignor Montini è aggiornato da tutte le parrocchie degli orientamenti politici della popolazione......la rivista sovietica " Tempi nuovi", fotograferà così nel 1946 la situazione: <L' Intelligence vaticana è diretta dal gesuita Janssens, il suo vice è Montini, coadiuvato da un secondo gesuita, Schmeider, e dal domenicano Morlion> Le notizie ai russi erano passate dal famoso spione doppiogiochista Kim Philby inviato in Italia dal servizio segreto britannico.
Il ruolo di Morlion, e del cardinale Spellman come tramite delle forze conservatrici ed anticomuniste americane è qui tratteggiato in maniera esauriente. Sono evidenziate anche le posizioni di intellettuali come Ian Fleming, futuro creatore di James Bond e di Graham Greene nella loro veste di agenti dell' Intelligence inglese.
Interessante è anche un documento reperito, firmato Tittman, e datato 11 luglio 1943, due settimane prima dell' arresto del Duce, e anticipa la riunione del Gran Consiglio e l' incarico a Badoglio
6 ) Il Gladio rosso
7 ) Trame nere e trame bianche. La nascita di "Stay Behind " e la sua utilizzazione in senso filo atlantico. Ruolo della Massoneria inglese.....
8 ) La nuova Linea gotica: lo scenario della lotta clandestina nell' Italia del lungo dopoguerra per isolare, contenere il PCI, ma contemporaneamente per sfruttarlo al fine di ottenere finanziamenti dall' uno e dall' altro dei blocchi.
In sostanza una storia squallida di "Arlecchini servi di due padroni" , nella più pura tradizione italica.
Le notizie sono moltissime, e permettono al lettore aperto di conoscere che nulla, ma veramente nulla di quello che appare è vero. Chi fa politica non può prescindere da queste informazioni.
La conclusione del libro è ugualmente interessante, e va
scritta: " La strumentalizzazione, insomma, fu reciproca: l' Italia usò l' America e l' America l' Italia. E la maggioranza degli elettori italiani avallò sempre il baratto dei leader che, nelle parole di Harper, < rinunciarono ad una certa percentuale di sovranità e dignità nazionale in cambio della leadership e della protezione americane >" Un' altra affermazione, tipica di giornalisti palesemente scelti per la loro adesione al mito americano, è quanto mai eloquente: < Gli americani credettero di esportare in Italia la loro democrazia, ma finirono per impiantarvi un regime. La colpa è anche degli italiani. Gli americani li avrebbero voluti migliori, ma dovettero accettarli come erano: e si servirono di politici che chiedevano soltanto di servirli >. Premesso che questa immagine degli americani così protesi verso la redenzione degli italiani è quanto mai posticcia, falsa, politicamente intreressata, storicamente indecente, quelli narrati in questo libro essenziale che in Italia non ha avuto alcun successo, sono fatti che noi conosciamo da sempre, anche intuitivamente visti i risultati, nelle loro grandi linee, e da sempre abbiamo denunciato soprattutto ad un ambiente che immaginavamo capace di intendere. Ma anche in questo ambiente il tempo ha dimostrato che ben pochi erano all' altezza di capire fino in fondo cosa significa l' indipendenza politica per la difesa della libertà intellettuale. Significa tutto ! Le due marce di Roma del 10 novembre 2001, data memorabile che sarà ricordata nella storia d' Italia come alternativa speculare alla Marcia su Roma del 1922, la quale aveva sancito per la prima volta in quattro secoli di storia nazionale, il diritto del popolo combattente e vincitore alla gestione della Cosa Pubblica, hanno dimostrato ancora una volta che in questo paese coloro che hanno bisogno di padroni esterni sono sempre in maggioranza e che la classe dirigente politica, per intrinseca debolezza, è sempre tributaria dello straniero.
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STORIA
Sul caso Matteotti
Le ragioni di Stato, in Italia, riguardano sempre questioni di politica
internazionale. Per ritornare al petrolio, che sembra occhieggiare dietro
tutti gli avvenimenti del XX secolo, chi ha letto alcuni libri fondamentali,
come quello [classico] dell' ex ministro Anton Zischka,
"La guerra segreta per il petrolio", o quello di un altro esperto,
Yergin, "Il Premio", sa che la morte di alcuni personaggi, fra cui dobbiamo
giocoforza inserire Mattei e quasi sicuramente De Mauro, Calabresi e Dalla
Chiesa, non può preoccupare più di tanto individui usi a programmare
guerre nelle quali sono destinati a morire milioni di esseri umani.
Uno dei primi libri pubblicati nel secondo dopoguerra sull' argomento
(Roma 1945), fu senz' altro:
" Matteotti", scritto a due mani, e nientemeno che da
Pietro Gobetti e Roberto Farinacci. E' un testo molto interessante, ancora reperibile nell' antiquariato librario, che ci presenta un ricordo del deputato socialista scritto dal giovane Gobetti e la difesa di Dumini sostenuta da Farinacci. Subito dopo, per ordine di importanza, vanno elencati i libri di Carlo Silvestri.
Silvestri fu, all'epoca del delitto, una specie di Antonio Di Pietro,
una specie di Ilda Boccassini. Il più battagliero e deciso degli
accusatori di Mussolini. Durante la R.S.I. si convinse,
visionando moltissimi documenti, che Mussolini era del tutto estraneo
al delitto. Nel dopoguerra scrisse alcuni libri, che all' epoca
riscossero un notevole successo. Fra questi occorre ricordare
Turati l' ha detto", Rizzoli 1947;
"Mussolini, Graziani e l' antifascismo", Longanesi
ed un libro in circolazione presso i Remainders:
"Matteotti, Mussolini
ed il dramma italiano" Cavallotti editori,
1981;
un inedito del 1947. In questo libro,
di cui sottolineo l' importanza, l' autore spiega perché non gli fu permesso
di intervenire nell' ulteriore processo a Dumini svoltosi nel 1947,
per esibire documenti inoppugnabili sull' innocenza di Mussolini.
Ricordo peraltro che quando Dumini morì, l'amico Luciano Lucci Chiarissi
riportò sul suo periodico "L' Orologio" una confessione fattagli in carcere
dal Dumini stesso, il quale gli aveva riferito che gli era stata offerta
la libertà in cambio di una falsa dichiarazione sulla responsabilità di
Mussolini. Ma che Mussolini ne fosse innocente emerge anche dal fatto
che poco prima della morte del deputato socialista il Duce aveva pronto
l'elenco del nuovo governo, che contemplava i seguenti ministri: Luzzatti,
Meda, Baldesi, D' Aragona, Amendola (il padre di Giorgio...) Volpi, Federzoni, De Stefani, Zaniboni (quello dell' attentato), che aveva in progetto di sciogliere la Milizia, e stesso destino avrebbe avuto il Gran Consiglio. Casalini, sindacalista di fiducia di Mussolini, fu ammazzato poco dopo. Si disse per "vendicare" Matteotti. In realtà era stato proprio Casalini a facilitare i rapporti del Duce con i socialisti. La morte di Casalini, del quale trovai anni addietro l' intera biblioteca sindacale in una bancarella di Porta Portese, mi ricorda la morte di Calabresi, assassinato dopo una vergognosa e sciacallesca campagna di stampa per una accusa del tutto inconsistente. Le ragioni della sua morte essendo ben altre, e le grandi manovre in atto di questi tempi per far uscire di galera un noto "opinionista" dimostrano, se ce ne fosse ancora bisogno, la consistenza di questa mia ipotesi. Non è un caso, tra l' altro, che sia proprio in ambito socialista che si sia tentato anche di recente di alzare il velo sul mistero Matteotti. Due libri in mio possesso:
Mauro Canali: "Il delitto Matteotti", Il Mulino 1997, e
Franco Scalzo:
"Matteotti, l'altra verità", Savelli (senza data di stampa)
ne sono la prova. In quest' ultimo testo è riprodotto il certificato d' iscrizione di Dumini alla Massoneria di Piazza del Gesù, che reca la data del 7 dicembre del 1922. Come riferito durante la trasmissione quindi, di iscritti alla Massoneria coinvolti a ragione od a torto nell' affaire sono in molti. Nel libro del Canali, invece, spicca un capitolo dal titolo sinistro: "La finanza americana in Italia". Da non dimenticare che almeno due personaggi fra quelli più compromessi, cioè Marinelli e De Bono, finiranno i loro giorni fucilati in conseguenza del processo di Verona. E' una annotazione che non ho mai sentito fare ma che occorre comunque registrare. E' un fatto su cui, a quanto ne so, nessuno ha finora indagato. C' è anche un' altra morte che , se associata a questi fatti, lascia pensare, e questa è la fucilazione di Vezzalini per accuse infondate. Altri due libri sull' argomento che vale la pena citare sono:
Capecelatro - Zaina: "La banda del Viminale" Il Saggiatore; e
Emidio Orlando: "Il dossier Matteotti" Mursia;
nel quale l' autore elenca un quadro molto pertinente sugli aspetti approssimativi della Giustizia italiana. Vecchia inguaribile malattia. Tra l' altro emergono incredibili analogie sull' uso delle "scorte" dei deputati a rischio, con quanto accade abitualmente ai giorni nostri.
Una conclusione politica è facilmente assumibile da tutta la storia, se solo si guardano gli avvenimenti in un' ottica internazionale e si prende in considerazione l'Italia di allora come un piccolo palcoscenico inserito in un grande gioco internazionale. Se si tiene conto che subito dopo la scoperta del delitto la moglie di Matteotti ebbe un incontro con Mussolini, fatto che non sarebbe accaduto se solo ci fosse stato un sospetto concreto sulla complicità del duce nell' omicidio. Che il Partito Comunista, Gramsci in testa, non partecipò all' Aventino. Che ci fu un ricevimento presso l' ambasciata russa di Roma, cui partecipò il duce assieme ad altri esponenti fascisti. Che i socialisti, anche in questo caso, sono ancora oggi i più interessati a trovare la verità, in un ulteriore parallelo con le strane e controverse morti di Bruno Buozzi e dei fratelli Rosselli. Va sempre ricordato che Matteotti, come Buozzi ed i Rosselli, quando furono uccisi erano in aspro contrasto con i comunisti.....[Vedi:
F. Catalano: Una difficile democrazia, Firenze
1980
Che Matteotti aveva più volte scritto sulle incongruenze dei nostri debiti di guerra nei confronti dell' Inghilterra e degli USA, proponendo di non pagarli. (Vedasi: Giacomo Matteotti, Reliquie, Dall' Oglio 1964). Che infine non si uccide un uomo politico perché deve rivelare cose che già tutti sanno relative alle cosiddette "violenze fasciste" come se gli altri se ne stessero con le mani in mano, ma per non farlo parlare su argomenti che l'opinione pubblica non conosce né immagina. Che il petrolio libico non fu in effetti trovato finché la Libia non cadde in mani inglesi, e che il petrolio albanese fu la vera causa della nostra spedizione in Albania (come la nostra permanenza attuale nello stesso luogo), quando si profilò il rischio che la Germania accelerasse i tempi dell' invasione della Polonia.
Personalmente sono portato a pensare che qualcuno volesse liberarsi di Mussolini, una volta che costui avesse "liberato" lorsignori dal rischio imminente socialcomunista, e che con questa morte si potessero unire alcuni aspetti positivi, cioè prendere più piccioni con la classica fava. Insomma qualcosa come Pearl Harbour o Twin Towers, fatte le debite proporzioni. Tutto ciò spiega molto bene anche l'Aventino come tentativo di portare a termine l' operazione, forzando gli avvenimenti al fine di togliere di mezzo definitivamente Mussolini. Ciò spiega anche le ragioni del rifiuto gramsciano di lasciare lo scranno parlamentare. Ma, come accade nella storia umana, subentra spesso, a scompaginare le carte, quella che noi chiamiamo, assieme ad Evola ed a del Noce, eterogenesi dei fini, perché la storia umana è semplice
soltanto se si analizza e si accetta nella sua complessità.
Come scrive il grande storico giornalista Franco Bandini,
- In un delitto politico è meno importante la scelta delle vittime
quanto quella su chi scaricarne le colpa
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Opere sulla storia durante il ventennio fascista
Enrico Landolfi - Ciao, rossa Salò - Ed. dell' Oleandro. Roma 1996
L' autore è forse l' unico studioso e saggista italiano che abbia concentrato la propria attenzione sui punti di confluenza fra socialismo e nazione. Dopo aver trattato esaurientemente i pensatori ed i politici che hanno coniugato in questo ultimo secolo socialismo e nazione, è attualmente impegnato in uno studio, di cui questo libro è l' inizio, sulla R.S.I., fenomeno storico rilevante nel quale si cercò con maggiore coerenza anche se nel pieno di una bufera, di portare a compimento con istituti statali originali, questa fusione. E' opportuno comunque sottolineare, come Landolfi ci insegna, la chiara demarcazione fra socialismo nazionale e nazionalismo sociale.
A. Rhodes - Il Vaticano e le dittature - 1922 - 1945 Mursia 1975
K. Deschner - Con Dio e con il Fuhrer. La politica dei papi durante il nazionalsocialismo - Tullio Pironti 1997
Sono ormai fuori discussione gli aspetti clericali dei vari fascismi europei fra le due guerre e durante il secondo conflitto mondiale. Alcuni furono autentici clericofascismi. la differenza fondamentale fra i fascismi ed i regimi ispirati dal nazismo fu proprio l' atteggiamento nei confronti della Chiesa cattolica. fermo restando che la Chiesa vide con favore l' ascesa del nazismo che avrebbe contrastato il comunismo ateo e gestito in prevalenza da dirigenti ebrei. Malgrado il tentativo messo in atto verso la fine del conflitto da parte di Pio XII e della gerarchia ecclesiastica di negare evidentissime alleanze e collaborazioni, in senso tanto anticomunista che in antitesi al protestantesimo ed all' ebraismo, i fatti documentati dalla storia sono incancellabili. Che gli aspetti dell' antisemitismo italiano degli anni trenta siano coincidenti con quanto il pensiero cattolico veniva elaborando, vedasi a tal proposito quanto da circa 50 anni veniva scritto sul periodico dei gesuiti: "La Civiltà cattolica", è altrettanto inoppugnabile. Da quanto ci risulta seguendo con attenzione le subentranti " rivelazioni" pubblicate dai Media, scandali spesso sopiti, le polemiche che ogni tanto scoppiano in qua ed in là, è in atto da tempo il tentativo da parte di Organizzazioni ebraiche di coinvolgere il Vaticano in problematiche olocaustiche. Ne risulterebbero, come minimo, colossali richieste di risarcimento come quelle che hanno sconvolto il mondo degli affari, delle banche e delle assicurazioni, ( tradizionali luoghi di speculazione degli ebrei ) e che hanno appena investito le Ferrovie Francesi, accusate di aver trasportato i deportati ebrei verso i lager.
P.Spriano - Gramsci in carcere e il partito - Ed. L' Unità 1988.
I rapporti fra Gramsci ed il partito comunista sono stati alquanto complessi, lo stesso pensiero gramsciano è stato in questo lunghissimo dopoguerra stravisato dai togliattiani per fini connessi con la gestione consociativa del potere in Italia. Recuperare il pensiero gramsciano alla sua genuina natura di analisi politica amarxista sarebbe molto utile per una linea politica autenticamente nazionalpopolare.
Giuseppe Parlato - La sinistra fascista - Il Mulino 2000
Paolo Buchignani - Fascisti rossi - Mondadori
Luca Leonello Rimbotti - Il Fascismo di sinistra - Ed Settimo Sigillo 1989
Pietro Neglie - Fratelli in camicia nera. Comunisti e fascisti dal corporativismo alla CGIL ( 1928 - 1948 ) - Il Mulino 1996.
Romolo Gobbi - Fascismo e complessità - Il Saggiatore 1998
Tre libri per affrontare il problema del Fascismo nella sua componente più vitale. Il quarto, del noto storico della resistenza che per primo dal versante antifascista parlò di guerra civile, completa l' opera perché serve per capire quanto quello fascista, movimento nato nel '900, fosse un fenomeno complesso. Vale la pena finalmente, dopo decenni di falsificazione politica, di fare una netta distinzione fra coloro che, dopo decenni di milizia di sinistra, all' interno del fascismo prima ed in Repubblica Sociale dopo, aderirono a guerra finita al PCI, credendo in buona fede ( dovettero disilludersi in seguito, ma a loro spese ) che si trattasse di un partito autenticamente rivoluzionario, e quella massa di opportunisti, fra cui alcuni tromboni del giornalismo " antifascista" oggi ancora in vita, i quali dopo aver trombonizzato fascisticamente si dettero ad una resistenza snobistica per puro opportunismo.
Roberto Gremmo - I partigiani di Bandiera Rossa - Ed. ELF Biella
A.Petacco - Bombacci: il comunista in camicia nera- Mondadori Storia
Gremmo è un acuto studioso di storia italiana del '900. Egli pubblica anche un periodico dal titolo: Storia Ribelle, nel quale narra le vicende dei ribelli italiani. In particolare il libro su " Bandiera Rossa" documenta la repressione spietata che i comunisti togliattiani, che agivano agli ordini di Stalin, nell' esclusivo interesse degli angloamericani, secondo il piano di spartizione del mondo che verrà ufficializzato a Yalta nel 1945, esercitarono durante e dopo la guerra civile contro quei comunisti e quegli anarchici che intendevano realizzare la rivoluzione.
Il lavoro di Petacco su Bombacci, similmente, rivaluta la figura di un autentico rivoluzionario la cui funzione vicino a Mussolini durante almeno vent' anni per finire nella repubblica Sociale, deve essere ancora chiarita, anche se, per le persone che sanno capire, questa funzione è evidente.
Si tratta anche in questo caso di togliere alcuni veli posti da interessi politici evidenti alla verità scientifica.
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Sulla
storia dell'Islamismo
Ata Ur-Rahim- Gesù profeta dell' Islam - Atanor 1991
Questo testo è fondamentale per comprendere l' origine dell' Islamismo. le sue profonde radici cristiane. L' islamismo infatti può essere definito come la continuazione di quella che fu definita - a giochi fatti - l' eresia monofisita.
Infatti, sconfitti nelle diatribe filosofico- teologiche che insanguinarono i secoli della patristica, i monofisiti erano destinati ad una lenta consunzione, anche in seguito alle persecuzioni, quando quella particolare religiosità fu risvegliata dal messaggio rivoluzionario di Maometto. Le affinità pertanto, fra Cristianesimo ed Islam sono veramente molte. Il cosiddetto fanatismo religioso dei maomettani, su cui tanto insistono i Media filoamericani, se può avere degli ascendenti, questi devono essere ricercati nelle guerre di religione che il cristianesimo determinò nei secoli della lunga decadenza romana.
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ECONOMIA E GLOBALIZZAZIONE
Giano Accame -
Il potere del denaro svuota le democrazie - Edizioni Settimo Sigillo, Roma 1997
e
Una storia della repubblica - BUR 2000
Accame non ha bisogno di presentazione, dei molti libri e dei moltissimi articoli scritti per diverse testate, queste due opere ci sembrano fra le più significative, oltre ad essere le più recenti.
Una riguarda un tema caro ad Accame, che si situa in quel filone politico culturale di cui fu un propugnatore Ezra Pound che ne fece anzi non solo substrato delle sue battaglie politiche, ma anche della sua più alta poesia.
recentemente, di Pound è stato pubblicato il libro:
Ezra Pound - L' ABC dell' economia - Universale Bollati Boringhieri 1994
Su questa linea va inserito anche il volume:
Serge Latouche - Il mondo ridotto a mercato - Edizioni Lavoro, Via Lancisi, 25 Roma 1998
Fortunatamente, la critica all' attuale finanziarizzazione dell' economia, ulteriore sviluppo della mercantilizzazione del mondo, non viene soltanto dagli autori citati, a cui va aggiunta anche l' opera svolta per decenni dal prof. Giacinto Auriti, ma anche da altre prospettive politiche, espresse dal movimento dell' Hallesismo, affascinante teoria economica di cui presentiamo in questo elenco alcuni libri, e da altri scrittori fra cui Niccolò Giuseppe Bellia, autore di molti testi fra cui :
N.G. Bellia : La neosocietà: La fiscalità monetaria- Reddito di cittadinanza. Ed. Bellia 1991 - [
http://www.bellia.com]
Un altro autore italiano ha scritto recentemente su questo tema:
Carmelo R. Viola : La quarta dimensione bio - sociale, ovvero Cenni di fisiologia dell' identità- Edizioni Cronache italiane.
Sempre su questo tema è stato pubblicato recentemente il libro di un noto professore universitario francese:
B. Maris: Lettera aperta ai guru dell' economia che ci prendono per imbecilli - Ponte alle Grazie 2000
Un altro libro importante di un allievo di Giacinto Auriti, ed attualmente docente di Storia della Moneta al Corso di Perfezionamento Monetario post - laurea dell' Università di Teramo,
Francesco Cianciarelli - Predoni...padroni planetari - Ed. DUE EMME - Cosenza 1998
Per concludere, e proprio per evidenziare che dal punto di vista economico - finanziario la dottrina ufficiale propugnata da un gruppo di economisti funzionali all' attuale sistema globalista ( Modigliani, Samuelson, etc... ) insigniti regolarmente del Premio Nobel come "retribuzione indiretta", a spese di personalità più meritevoli, per i servigi resi all' Establishment, non è l' unica forma scientificamente plausibile, due libri di autori italiani :
Francesco Geraci -La riforma del sistema monetario per un nuovo ordine economico internazionale - Barone Editore, Roma 1981
Giorgio Di Domenico - La scienza del mercato - Istituto per il rinnovamento economico - Roma 1986
Per completare questa rassegna, sarebbe da recuperare un vecchio libro, sempre attuale:
H. Schacht : - Magia del danaro - Il Borghese, 1968
Schacht fu più volte il salvatore del Marco durante le non poche crisi economiche provocate da operazioni angloamericane variamente mascherate, che si protrassero dal 1919 al 1934, anno dell' ascesa del Nazismo al potere. La nascita della moneta unica europea pertanto deve essere considerata oltre che un' arma essenziale per contrastare il dollaro sul suo terreno, anche uno strumento per garantire l' economia tedesca, che è l' economia trainante di tutto il sistema europeo, dalle operazioni finanziarie angloamericane finora vincenti contro il Marco.
AA. VV. - Biobugie & Tecnoverità - Fratelli Frilli Editori Genova - 2001
Caponera - Transgenico No! - Malatempora [ www.malatempora.com - malatempore@libero.it ]
De Simone- Dove andrà a finire l' economia dei ricchi? - Malatempora
Ilde Scaglione - le Multinazionali fanno male - Malatempora
Martin-Schumann - La trappola della Globalizzazione - Edition Raetia 1997
Arnaud Apoteker - L' invasione del pesce fragola - Editori Riuniti 2000
Edward Tenner - Perché le cose si ribellano - Rizzoli 2001
Scooyans - Il nuovo disordine mondiale - Ed Paoline
Vincenzo Mungo - Il mondo in gabbia. Gli aspetti totalitari della globalizzazione - Barbarossa 2000
Quelli che pensano che il movimento antiglobalizzazione sia un movimento minoritario, se non elitario e snobistico, si sbagliano. La pubblicistica contro il processo di dominio globale sviluppato dalla politica delle lobbies finanziarie attraverso i flussi della moneta monopolistica e le strategie di brevettazione delle risorse primarie affidata alle Multinazionali del petrolio, della farmaceutica e della genomica, in pratica sempre le stesse, sta trovando un sempre maggior consenso da parte di ambienti culturali e politici e della opinione pubblica reale. Fra i libri qui presentati, una particolare attenzione merita quello di di Vincenzo Mungo, il quale, oltre a dimostrare come queste strategie di dominio fossero già presenti alla coscienza di pensatori come Evola e Guénon, nonché alla classe dirigente che faceva riferimento al fascismo movimento, sottolinea gli aspetti totalitari della globalizzazione che, per poter dominare il pianeta, deve imporre colla forza ai popoli ed alle loro élites l' adesione culturale e mentale alle logiche economicistiche. E non servono le operazioni di provocazione e conseguente guerriglia urbana, probabilmente organizzate dalla C.I.A., né personaggi fantoccio di stampo governativo stile Agnoletto e soci, né l' immagine trasmessa dai media dei soliti post-post-comunisti con le loro tristi bandiere, a falsificare la consistenza reale dei veri avversari della globalizzazione. Chi parla abitualmente con le persone, si rende conto che gli italiani capiscono molto di più di quanto danno a vedere. Ma, evidentemente, gli informatori dei politici, che vivono avulsi dalla realtà nei loro traffici quotidiani di palazzo, non lo riferiscono ed i sondaggi controllati dai vari Mannheimer non lo rilevano. Meglio così. la sorpresa, al momento opportuno, sarà più eclatante. D' altronde le rivoluzioni sono tali perché scoppiano all' improvviso fra i piedi delle vecchie classi dirigenti che, sicure del proprio potere, ignorano i messaggi che arrivano sempre più consistenti dalla società sottoposta
Tobin or not Tobin? Una tassa internazionale sul capitale - Edizioni Sankara - Roma 2001 [e.mail:
sankara@tin.it]
Una presentazione a parte merita questo argomento, che pure va inserito nella letteratura sulla Globalizzazione.
La proposta di James Tobin, professore a Yale e premio Nobel per l' economia nel 1981, fu pubblicata nel 1978.
Si tratta di un tassa sulle transazioni finanziarie internazionali.
Una modesta proposta ma del tutto rilevante se, nel 1998, ci fu un attacco molto forte da parte degli speculatori finanziari francesi capitanati, vedi caso, da Dominique Strauss - Kahn contro Lionel Jospin, che aveva inserito la iniziativa nel suo programma di campagna presidenziale del 1995.
In Francia è stata fondata recentemente l' associazione ATTAC (Associazione per una tassazione delle transazioni finanziarie per l' aiuto ai cittadini ) nel cui sito [
www.attac.org ] è possibile leggere la piattaforma.
Attac è attiva anche in Italia. Per i tipi dell' editore Asterios sono stati pubblicati due volumetti a cura di Attac dal titolo:
" I paradisi fiscali - La finanza fuori legge "
e " Agire locale, pensare globale
".
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I contenuti di questa pagina sono curati da
Giorgio Vitali
Ci sembra utile un elenco di libri consigliati, perché spesso chi
vuole comprare un libro non ricorda il titolo o l' editore ed in questa
iperproduzione libraria è difficile orientarsi. L' elenco che segue
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